domenica 10 gennaio 2010

ARTICOLO INTERESSANTE ...da Il Foglio

Elogio ragionato della ricchezza e dello spreco (di michette)

L’ultima è quella del pane. Se raccogliessimo ogni briciola e ogni avanzo, farebbero 244 mila tonnellate di cibo all’anno, pari a un miliardo di euro, abbastanza per 636.600 persone, col corollario immancabile e politicamente corretto di 291.393 tonnellate di anidride carbonica in meno. Com’è possibile? Semplice: possiamo permettercelo. Lo spreco non è uno scandalo, è la condizione dell’esistenza. Lo spreco è un giudizio soggettivo: esiste perché, nella nostra percezione, i beni scartati valgono meno dello sforzo che dovremmo fare per salvarli. Lo spreco esiste in qualunque economia non di sussistenza, e probabilmente anche lì. Ora, sarà vero che è possibile – a costo zero, o addirittura guadagnandoci – ridurre gli avanzi. In fondo, trovare un equilibrio è lo sforzo quotidiano di milioni di aziende, e di famiglie, che cercano di centellinare i quattrini. Il problema è pretendere di misurare lo spessore etico della gente con le baguette ammuffite, e trasformare uno sforzo individuale in un obbligo collettivo.

E poi non solo pane spreca l’uomo. Anche l’energia, che se solo spegnessimo il fottutissimo led rosso della tivù, bye bye Arabia Saudita. Per non dire dell’acqua, che se tenessimo le mutande del giorno prima ci disseteremmo eserciti di poveracci. E via via. Gran parte dell’isteria antispreco poggia su un pregiudizio: poiché con gli scarti di uno si potrebbe nutrire l’altro, tra le due cose si istituisce un nesso causale. Se Tizio non sprecasse, Caio starebbe benone. Se gli italiani abolissero il bidet, l’acqua zampillerebbe nel deserto. In verità, se mangiassimo tutto saremmo solo un po’ più obesi. Non c’è alcuna relazione, in generale, tra l’opulenza di questo e la miseria di quello. Anzi: è più spesso vero il contrario. Il povero sarebbe ancora più povero, se il ricco fosse meno ricco, perché questi consumerebbe meno. Lo ha detto incredibilmente bene nei giorni scorsi Victoria Beckham che, accusata di aver ecceduto nei regali, ha risposto: “La sobrietà non aiuta l’economia, la uccide”.

C’è semmai un legame, strettissimo, tra spreco e ricchezza (sociale così come individuale): non è che siamo ricchi perché sprechiamo (e per lo stesso motivo altri sono poveri), è che sprechiamo perché siamo ricchi. E se anche astrattamente fosse vero che l’uomo frugale sarebbe migliore di quello dalle mani bucate, il mondo vero è popolato dalla seconda categoria di individui. I primi vivevano nelle caverne. Pensarla altrimenti significa credere che esista uno stock finito di beni e servizi e dunque una fetta più grande va sempre assieme a un’altra fetta più piccola. Per dare l’acqua agli assetati c’è una sola scelta: farli diventare capitalisti e dotarli delle tecnologie necessarie a fare pozzi più profondi o desalinizzare l’acqua del mare, e stendere le condutture da dove l’acqua c’è a dove serve.

L’economia di mercato, occorre ricordarlo, è una prodigiosa macchina per creare e distribuire benessere e ricchezza: e in questo senso causa sprechi. Cioè: ci mette nella condizione di vivere di più e meglio, consumando più cose e migliori. Oltre tutto, le politiche antispreco costano più di quel che rendono (tant’è che sono agghindate da richieste di sussidi). Il confine tra le buone intenzioni e gli interessi più prosaici è davvero labile. Del resto, solitamente chi non spreca non ha nulla da sprecare.
Beato il mondo che non ha bisogno di risparmiare.

Lettori del Foglio, che ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner

di Carlo Stagnaro

martedì 5 gennaio 2010

QUESTA NOTIZIA MI HA COLPITO AL "CUORE"...questo non è il Paese che ho lasciato un po' di tempo fa!


Chiusano, si indaga su attentato a sindaco

(5 gennaio 2010) I carabinieri indagano sull'atto intimidatorio contro il sindaco di Chiusano San Domenico, Antonio Reppucci. Colpi di fucile calibro dodici, caricato a pallettoni, sono stati esplosi in piena notte contro il garage del primo cittadino, in via Acqualemme alla periferia del paese: i proiettili si sono conficcati nell'auto, un'Audi, parcheggiata all'interno. Sulla misteriosa intimidazione indagano i carabinieri guidati dal comandante provinciale, il colonnello Gianmarco Sottili.

"Ho paura, è un episodio che mi ha scosso - ha detto il sindaco di Chiusano, di professione avvocato - ma credo che si tratti di un'azione mirata. Evidentemente, c'è qualcuno che vuole mettere le mani sugli appalti pubblici". Il comune dovrà indire a breve una gara d'appalto per circa 4 milioni di euro per la sostituzione dei prefabbricati pesanti del dopoterremoto. Ma i carabinieri seguono anche altre piste.

lunedì 4 gennaio 2010

Per chi sostiene che Al Qaeda non esiste

dal sito http://deus-le-volt.splinder.com/post/4310049/Lettera+aperta+alla+Signora+Sg
Lettera aperta alla Signora Sgrena

Gentile Signora Sgrena,
sono certo che gli Italiani La stanno sommergendo di messaggi di affetto e congratulazioni (non si monti però troppo la testa, sono in fondo gli stessi Italiani che hanno decretato il successo straordinario di programmi come il Grande Fratello) e sono quindi consapevole delle scarse probabilità che Lei possa o voglia a leggere questo fino in fondo.

In considerazione di ciò, vorrei chiarire
immediatamente la mia posizione: spero che la sorte Le riservi una lunga
vita, e mi auguro che ogni giorno di questa lunga vita sia segnato dal rimorso per aver
provocato, con il proprio assolutismo ideologico ed una dose di ingenuitàche un osservatore grossolano sarebbe tentato didefinire stupidità tout court, la morte di una persona degna e dignitosa.

Se qualcuno, uscendo per esempio dal coma e quindi non sapendo nulla dell'accaduto, mi chiedesse di riassumere quanto successo, credo risponderei così

- una giornalista italiana, schierata contro una guerra che vede l'imperialismo americano schiacciare una mite, pacifica ed evoluta popolazione mediorientale, si adopera sul campo perché il mondo sappia degli orrori provocati dalle bombe democratiche;

- incredibilmente, i miti, pacifici ed evoluti mediorientali, invece che apprezzare gli sforzi della giornalista, la rapiscono chiedendo ovviamente un cospicuo riscatto;

- tale riscatto viene pagato, attingendo al denaro pubblico, dal governo contro il quale la giornalista militante è ideologicamente schierata, in considerazione anche di un video strappalacrime nel quale la stessa implorava aiuto al
più presto;

- al momento della liberazione, per cause non ancora chiarite ma probabilmente ascrivibili ad una mancata
coordinazione con altre forze in campo, l ' auto della giornalista veniva colpita da fuoco amico, fuoco che uccideva il funzionario dei servizi d ' informazione che aveva pilotato la liberazione della coraggiosa giornalista;

- tra le prime dichiarazioni dell'eroica sopravvissuta dopo la liberazione, spiccano un ' ipotesi di complotto
americano che mirava ad eliminarla (non credo possa sfuggire l 'evidente importanza strategica che la sopravvivenza o meno dell'inviato del Manifesto rivesta agli occhi del Pentagono) ed un apprezzamento del modo in cui era stata trattata dai rapitori (poco in sintonia col video sopra citato), appoggiato dalle considerazioni del padre che affermava di non riuscire a condannare comunque i rapitori della figlia.

Cara Signora Sgrena,
quale contribuente che ha conseguentemente partecipato al pagamento del riscatto per la Sua liberazione, sono pienamente autorizzato a significarle la mia costernazione per la morte di Nicola Calipari, morte che avrebbe potuto essere evitata se lei avesse avuto l ' intelligenza di vedere le cose per una volta non distorte dalla Sua ideologia (ma in fondo, se Lei questa intelligenza l'avesse, tale ideologia forse non l ' avrebbe mai abbracciata) o se avesse avuto la dignità di affrontare fino in fondo le conseguenze delle Sue sciagurate scelte senza invocare l ' aiuto di coloro, Nicola Calipari -odioso agente dei famigerati Servizi in testa, che rappresentano per Lei il Nemico.

Col Suo comportamento, prima, durante e dopo il rapimento, Lei ha saputo passare da una posizione discutibile ad una disgustosa, rendendo ancora più inutile, e quindi tragico, il sacrificio di Nicola Calipari.

Chiudo con una considerazione ed un augurio.

La considerazione : vorrei ricordarLe che è ancora vigente in Italia una legge che, in caso di rapimento di comuni mortali (tra i quali non si può forse annoverare un personaggio del Suo spessore) impedisce in ogni modo il pagamento del riscatto, giungendo fino al blocco dei beni della famiglia della vittima: è un vero peccato che tale legge non sia sta invocata nei Suoi confronti, o che Lei non sia, per esempio, cittadina britannica (lo ricorda anche Lei il video di quel signore che implorava Blair di salvarlo, vero ?).

L' augurio è che d ' ora in avanti, ogni qual volta un ' auto bomba ucciderà qualche dozzina di soldati americani o
italiani (cosa per Lei poco rilevante , ma non per me) e di civili iracheni, Lei possa domandarsi se tale ordigno sia stato acquistato con i soldi del Suo riscatto, e si renda conto che se Nicola Calipari è stato il primo a morire inutilmente per causa Sua, non sarà però l' ultimo.

Signora Sgrena, se Lei mi conoscesse rimarrebbe sorpresa dal fatto che queste righe siano assolutamente prive degli insulti ed irriverenze che vivacizzano quello che di tanto in tanto scrivo agli amici:
La prego di interpretarlo come il segno dell' assoluto e perfetto disprezzo che nutro nei Suoi confronti, nei confronti del Suo intelligente compagno e di tutti quelli che, peraltro non sorprendentemente, hanno indegnamente cercato di approfittare di una tragedia di cui Lei è stata non vittima ma colpevole causa.

Dovunque si è letto o sentito che la gioia per la Sua liberazione è stata offuscata dalla morte di Nicola Calipari : per
me, invece, il dolore per la morte di Calipari è stato esacerbato dalla Sua liberazione.

domenica 31 maggio 2009

«Serve ottimismo e tanta informazione»


TRENTO - Per uscire dalla crisi economica serve "l'ottimismo della conoscenza e della volonta" non certo "l'ottimismo di regime".

Lo ha detto Innocenzo Cippolletta, presidente delle Ferrovie dello Stato e dell'Università di Trento, parlando a Trento all'inaugurazione del quarto festival dell'economia quest'anno incentrato sul tema "Identità e crisi globale". "Parlo dell'ottimismo di chi si applica a rimuovere le cause della crisi, a ricostruire le condizioni delal ripresa, a rafforzare la rete sociale al fine di ridurre al minimo sofferenze e tensione - ha aggiunto - non certo di quello che ci vorrebbe obbligare a sorridere sempre, a negare l'evidenza, a credere che sia tutta colpa dell'informazione e che, meno si parla di crisi, questa forse passerà. Questo - ha concluso Cipolletta - è l'ottimismo dell'ignoranza e della prevaricazione". Circa il ruolo dei media, Cipolletta ha chiarito che "l'informazione, anche quella urlata, anche quella che dà fastidio, è meglio che poca informazione". (ANSA).

sabato 7 marzo 2009

DAVOS ?

http://www.youtube.com/watch?v=-gTD9y96qfI

NAZIONALIZZIAMO LE BANCHE E' URGENTE!

Nazionalizzare le Banche è urgente.... sono in balia di una speculazione che puo' portare al disastro.
La nazionalizzazione consentirebbe una maggiore stabilità, una drastica riduzione speculativa, il ripulirle dei Manager , oggi risultati incapaci di mantenere in Vita un'azienda bensì solo di regalare eccessivi profitti per pochi anni ai loro azionisti.
Lo Stato avrà la possibilità di rivendere le azioni su un mercato più stabile ad un prezzo 4-5 volte superiore all'attuale, generando così maggiori profitti per la collettività.
Nel breve darà la possibilità alle aziende di ottenere credito .....................
La mancata Nazionalizzazione delle nostre banche non sta nella loro solidità ma nell'incapacità finanziaria del nostro Governo per controllarla.

LA CRISI DEL CREDITO IN SINTESI

http://www.youtube.com/watch?v=dNu7bbZgaq4&eurl

venerdì 19 dicembre 2008

PERLE A PIAZZA AFFARI 19.12.2008

Le società ricche di liquidità

Websim - 17/12/2008 17:36:16

Business sottovalutati o valutati zero, società medio piccole trascurate che nascondono nelle pieghe dei bilanci grandi potenzialità. La tempesta finanziaria che ha falciato il valore delle società ha creato grandi occasioni in Borsa. Passando in rassegna i titoli dell'S&P/Mib, del Midex e dell'All Star, salta all'occhio la bassa valutazione che il mercato attribuisce ad alcune società che hanno una situazione di cassa positiva.

Una cosa non da poco in un momento in cui ricorrere all'indebitamento non solo è difficile, ma anche oneroso. Il caso più eclatante a Piazza Affari è Danieli (DAN.MI), che ha in cassa liquidità per circa 700 milioni di euro. In realtà, spiega un analista di una banca d'affari milanese, circa 400 milioni sono anticipi su ordini ricevuti e quindi non possono essere conteggiati come posizione finanziaria netta positiva. Questa voce, quindi, si riduce a 300 milioni di euro, che comunque sono una cifra enorme per una società che capitalizza poco più di 500 milioni (fra azioni ordinarie e di risparmio) ed è fra i leader al mondo nella progettazione e realizzazione di acciaierie. Danieli conta di chiudere il prossimo esercizio (a giugno) con ricavi compresi fra 3,1 e 3,3 miliardi e con un Ebitda di 280-300 milioni.

"Gli investitori - spiega un gestore - hanno l'opportunità di investire in società ricche di cassa che di fatto permettono di pagare quasi zero gli utili attesi nei mesi a venire. Sui listini mondiali ce ne sono oltre 2mila che sono un'ottima opportunità d'acquisto".

Maire Tecnimont , società di impiantistica, ha più cassa che capitalizzazione, ma lo squilibrio è dovuto al fatto che le disponibilità liquide della società sono essenzialmente anticipi per lavori futuri. Il gruppo dovrebbe chiudere il 2008 con ricavi per 2,27 miliardi e un utile di 102 milioni.

Curiosando nel listino milanese, spuntano altri nomi noti e meno noti che potrebbero attirare l'attenzione degli investitori. Parmalat (PLT.MI), società alimentare, ha quasi 1 miliardo di cassa e vale in Borsa solo 2 miliardi di euro: l'attività industriale dovrebbe realizzare nel 2008 ricavi per 3,941 miliardi di euro e un utile netto di 674 milioni.


Anche Dea Capital (DEA.MI), che agisce come fondo di private equity, vanta una cassa positiva per 231 milioni di euro a fronte di una capitalizzazione di 380 milioni di euro. Il 2008 dovrebbe chiudersi in lievissima perdita.

Nel settore editoriale spiccano due società. Caltagirone Editore (CED.MI) ha una posizione finanziaria netta positiva per 313,7 milioni di euro, decisamente superiore ai 270 milioni della sua capitalizzazione. Il gruppo che edita Il Messaggero e Il Mattino ha chiuso i primi sei mesi del 2008 con ricavi per 155 milioni e un utile netto di 11,5 milioni. Cairo Communication , invece, vanta quasi 64 milioni di euro di cassa contro i 160 milioni di capitalizzazione. La società, secondo le stime degli analisti, dovrebbe chiudere il 2008 con ricavi per 286 milioni e un utile netto di 16 milioni.

Anche se in misura ridotta, si trovano in posizione di forza società come Ansaldo Sts (STS.MI) (175 milioni di cassa e 960 di capitalizzazione), società che opera nel segnalamento ferroviario. Le attese sul 2008 sono per ricavi di 1 miliardo e un utile di oltre 70 milioni di euro. Cad It (CAD.MI) ha 13,6 di cassa e 45 milioni di capitalizzazione: il gruppo attivo nell'information Technology ha realizzato nei primi nove mesi 2008 ricavi per 44,6 milioni e l'utile lordo a 7,2 milioni.


El En , attiva nel mercato dei laser, ha 54,1 milioni di cassa e 68 milioni di capitalizzazione: nei primi nove mesi 2008 i ricavi sono stati pari a 165 milioni e il risultato operativo a 19,5 milioni.

Landi Renzo , società attiva negli impianti a gas, vanta 57,3 milioni di cassa e 356 milioni di capitalizzazione. Il gruppo dovrebbe chiudere il 2008 con ricavi per 220 milioni e un utile netto di circa 30 milioni.

La valutazione di una società solo sulla base della cassa, in questa fase di mercato difficile, permette però di fare altre considerazioni: "Un gruppo che è finanziariamente autosufficiente senza ricorrere alla leva - spiega un altro gestore - si trova in una situazione avvantaggiata. Non ha debiti e per questo può sfruttare la sua flessibilità finanziaria per acquisire altre società e guadagnare quote di mercato".
Rispondi citando

domenica 31 agosto 2008

Immobiliare Lombarda- parte 3^ ricorso al TAR

29 agosto 2008

OPA IMMOBILIARE LOMBARDA: i piccoli si scatenano!

Ricordate la lettera/appello scritta dall'amico Michele e qui (con grande onore) pubblicata? CLICCATE PER RILEGGERLA . Il plotone di piccoli azionisti delusi ne ha fatta di strada, dalle parole e' passato ai fatti. Evviva! Tanto di cappello e molto tifo per loro, capaci con il loro gesto di dimostrare che la borsa (in Italia) non e' solo azzardo, "gioco", frivola esperienza, ma e' anche studio, impegno, e soprattutto nel vero senso della parola: INVESTIMENTO. Essere un azionista non e' solo un'interpretazione scenica che permette la plusvalenza, il Capital gain, ma e' anche un investimento (a rischio, sia chiaro) perche' si crede sulla forza della societa' in cui si versa il proprio risparmio. Questo gruppo di piccoli che lottano per i propri diritti di azionisti, spero che con il loro ricorso al Tar, diventino l'esempio per quello che e' chiamato il "parco buoi". Basta essere solo carne da macello, e' il momento di raggiungere una certa maturita' finanziaria. Spero vivamente che la carta stampata abbia il coraggio di dare spazio a quanto oggi sta avvenendo...

martedì 22 luglio 2008

INGIUSTIZIA........COMPIUTA A DANNO DEI "PICCOLI"

Una Consob all’italiana

22 Luglio, 2008

La notizia l’avete ormai saputa tutti: 0,1659 ad azione sarà il prezzo del’Obbligo di Acquisto.

Prima cosa, facciamo un bilancio.

Alle quotazioni che Milano Ass. batte mentre scriviamo, chi avesse consegnato in Porcopas oggi avrebbe in mano 3,26 € + 0,34 € incassati come dividendo. Al netto della cedolare sul dividendo fanno circa € 3,56. Sommando 1,752 € di parte cash, il ricavato sarebbe pari ad € 5,31 per ogni 46 azioni IMLO consegnate.

Cioè € 0,1154 a titolo.

Chi accettasse il corrispettivo fissato da Consob ricaverebbe oggi il 44% in più.

Seguendo la nostra strategia (NON ADERIRE ALLA PORCOPAS) l’investitore avrebbe ottenuto il 44% in più, per di più interamente in contanti e avendo corso il solo rischio di ricavare € 0,145 in contanti in caso di squeeze out (diritto d’acquisto) al prezzo della Porcopas (ipotesi peggiore).

Ognuno di voi è proprietario delle proprie azioni e ne può fare ciò che crede; noi ipotizziamo che nei prossimi giorni (ma lo si vede già in questi minuti) il prezzo tenderà ad allinearsi verso gli 0,1659 €. Ricordiamo anche che, volendo, si potrà avere un corrispettivo parte in azioni Milano, parte cash. Poiché di azioni Milano non ne abbiamo mai voluto nemmeno sentir parlare (del resto avevamo comprato un titolo immobiliare con l’idea di tenerlo, no ?), fatelo da soli il conteggio sulla convenienza del corrispettivo misto (alternativo e a scelta dell’investitore). Sono 1 Milano + € 1,3392 ogni 28 IMLO.

Oggi stesso il Codamil deciderà come reagire alla delibera, su cui facciamo solo un paio di note:

a) da un lato ha riconosciuto un NAV diverso (ovviamente superiore) da quello indicato da Fonsai (e lo dice espressamente);

b) dall’altro ha ritenuto non rilevanti le adesioni delle aziende della famiglia Ligresti ai fini delle adesioni alla Porcopas (e lo dice espressamente).

Due buoni squarci in un quadro di fatto sconfortante (troppa timidezza nell’organo di controllo); un quandro tuttavia sotto il profilo giuridico abbastanza stimolante.

Anticipiamo quello che diffonderemo - come promesso - con maggiore dovizia: ogni azione Immobiliare Lombarda vale, NELLA REALTA’, PIU’ di 36,3 centesimi (0,363 €), come abbiamo spiegato a Consob.

Su questo non ci piove.

I membri del Consiglio direttivo si sono già riuniti e, a titolo personale, informano che non venderanno alcuna delle proprie azioni fino a quando il Comitato non avrà adottato la propria linea strategica.

Va tenuto presente che, con ogni probabilità, la gran parte delle azioni che verranno vendute da oggi in poi verranno cedute a Fonsai (anzi, è più che probabile che sia Fonsai a fare acquistare mani amiche); per cui vendendo si facilita anche lo squeeze out. Pare molto più saggio attendere qualche giorno e vedere che accade. Può anche capitare che Fonsai impugni la delibera perché riterrà il prezzo eccessivo; in tal caso le quotazioni potrebbero anche flettere. Ci pare un pericolo molto modesto e molto teorico, ma è giusto evidenziarlo, se non altro per completezza e coerenza.

A breve daremo maggiori informazioni, anche sui tempi del delisting.

Il Codamil

domenica 20 luglio 2008

Girando per il Mondo ..per il Cuore Economico del Mondo




Mentre la borsa crollava, io facevo l'italiano a New York. Basta entrare in un negozio (cosa dico, in una splendida boutique) sulla 5th e si possono comprare polo o camicie di marca tra i 40 e i 60 $, che sarebbero quello che a noi costa comprare le stesse camicie taroccate in una bancarella. I taxi costano molto meno che in Italia e così tutto il resto. Io ricordo la stessa sensazione durante un mio viaggio in Germania ai tempi del "serpente monetario" quando con il cambio di 750 lire per un marco, andare in un ristorante costava meno che una pizzeria di Biella




.
Sicuramente gli USA sono in crisi, ma l'Euro è soppravvalutato.
Ho avuto l'impressione di un paese vivo, dove la gente lavora e si da da fare, un paese in movimento, un paese ancora proiettato al futuro, dove le televisioni parlano per ore di energie alternative, non come da noi che si parla solo dei processi a Berlusconi (come se D'Alema e Fassino fossero due angioletti).
Un paese che non si piange addoso, e si rimbocca le maniche. Ma anche un paese dove gli americani se la ridono quando sentono che in Italia l'indulto a svuotato le carceri e stiamo a discutere per mesi sulle impronte digitali ai ROM (quando entri in USA ti prendono le impronte, si le prendono a tutti, neri rossi e verdi, turisti e business men e io non mi sono sentito discriminato).
Un paese dove si elimina ciò che non va e si cercano vie alternative.

Per questo la crisi dei mercati è molto importante, e secondo me, sarà ancora lunga, ma non sarà la fine del mondo, e tantomeno la fine del mondo occidentale, il gigante malato sta distruggendo per ricreara, e se si metterà a lavorare seriamente per lo sviluppo delle energie alternative, state pur certi che nel giro di 3/4 anni ne vedremo delle belle. Il prossimo mercato toro sarà dei titoli dell'energia, ma non dei petroliferi, della nuova energia.

sabato 19 luglio 2008

IMMOBILIARE LOMBARDA I nostri primi risultati nell'operazione

Risultati di una politica durata 30 anni.....Grazie ai politici irpini che ancora si ostinano a non andare a casa


In 600mila lasciano il Sud

Crescita al di sotto della media nazionale, disoccupazione e lavoro nero in aumento, emigrazione alle stelle. Sono questi i tratti salienti di un Mezzogiorno che non riesce a tenere il lento passo dell'economia settentrionale, e che da sei anni consecutivi cresce meno del Centro-Nord. A dirlo è il Rapporto sull'economia del Mezzogiorno 2008 presentato ieri a Roma.
crescita vicina allo zero
Nel 2007 il Sud è cresciuto dello 0,7%, un punto di meno rispetto al Centro-Nord e in calo di 0,4 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Ma sono Puglia (2 %), Molise (+1,7%), Basilicata (+1,5%) e Sardegna (+1,3%) a mostrare le migliori performance. Campania (+0,5%) e Sicilia (+0,1 %) sono quasi ferme la Calabria fa registrare addirittura segni negativi.
Due le cause principali del fenomeno: investimenti che rallentano, famiglie che non consumano. Rilevante infatti il rallentamento degli investimenti fissi lordi dell'area (che hanno fatto segnare nel 2007 un timido +0,5% a fronte del + 2,4% dell'anno precedente), che testimonia il peggioramento del clima di fiducia delle imprese. Sulla stessa linea la spesa delle famiglie meridionali, ferma al +0,8%, circa la metà di quella del Centro-Nord (+1,5%). Da sette anni la dinamica dei consumi interni è poco più che stagnante (+0,5 %), a conferma delle difficoltà delle famiglie meridionali a sostenere il livello di spesa.
OCCUPAZIONE in calo
Come negli scorsi anni, continua il calo dei disoccupati: meno 101mila al Sud, con una flessione rispetto all'anno precedente dell'11,2%. Ma non tutti i disoccupati hanno trovato un nuovo lavoro. Lo dimostrano i dati sulla disoccupazione. Una quota consistente di disoccupati ha smesso di cercare un'occupazione. In Campania, ad esempio, nel 2007 i disoccupati sono scesi di oltre 38mila unità, e i nuovi occupati a loro volta sono scesi di 11mila unità.
In altri termini, negli ultimi sei anni al Sud i disoccupati sono scesi di 635mila unità: 285mila hanno trovato un lavoro, 350mila sono "scomparsi": non cercano né trovano lavoro.
Spina nel fianco è anche il sommerso, che riguarda al Sud circa 1 lavoratore su 5 (19,2%), a fronte del 9,1 % dell'altra ripartizione. Nel 2007 i lavoratori irregolari al Sud sono scesi di 66mila unità (-4,8%), arrivando a quota 1 milione 304mila. Agricoltura, commercio e servizi i settori dove si concentrano i lavoratori al nero. Da segnalare la forte presenza di sommerso al Sud nel settore industriale (11,6% contro 1,8% del Centro-Nord), segno delle forti difficoltà delle Pmi meridionali.
povertà tra famiglie e LAUREATI
Rispetto al 28% del Centro-Nord, più della metà delle famiglie monoreddito al Sud risulta esposto al rischio di povertà.
Nel 2005 il 18% delle famiglie meridionali ha percepito meno di 1.000 euro al mese e il 20% circa ha guadagnato tra 1.000 e 1.500 euro mensili. Inoltre quasi 14 famiglie su 100 al Sud hanno più di tre persone a carico (4.1 % al Centro-Nord) con punte del 18% in Campania.
Vi sono famiglie in cui non ci si può permettere un pasto adeguato almeno tre volte a settimana (10% sul totale meridionale), né riscaldare adeguatamente l'abitazione (20 %) o comprare vestiti necessari (28 %). Quasi il 20 % delle famiglie meridionali nel 2005 ha avuto periodi in cui non poteva acquistare medicinali.
Neanche raggiungere un buon livello di istruzione tutela dall'esposizione al rischio povertà: si trova in questa situazione il 9,4% dei laureati residenti al Sud.
600mila emigranti
Negli ultimi dieci anni, dal 1997 al 2007, oltre 600mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno per trasferire la residenza al Centro-Nord. Nel 2007 ai 120mila trasferimenti di residenza si aggiungono 150mila pendolari di lungo raggio, che si spostano temporaneamente al Centro-Nord per lavorare. Questi flussi di mobilità unidirezionale Sud-Nord sono un caso unico in Europa e testimoniano la distanza economica tra le due aree.
I nuovi emigranti sono in larga parte pendolari: soprattutto maschi, giovani (1'80 % ha meno di 45 anni), single o figli che vivono in famiglia, con un titolo di studio medio-alto e che svolgono mansioni di livello elevato nel 50% dei casi, a conferma dell'incapacità del sistema produttivo meridionale di assorbire manodopera qualifica; alti costi delle abitazioni e contratti a termine spingono a trasferire definitivamente la residenza.
Lombardia, Emilia Romagna e Lazio restano le tre regioni preferite dai nuovi emigranti. Le regioni più soggette al pendolarismo di lunga distanza verso il Nord sono la Campania (50mila unità). Sicilia (28mila) e Puglia (2Imila).
sud POCO COMPETITIVO
In base a tre indicatori individuati dalla SVIMEZ (benessere economico, situazione di partecipazione ed equilibrio del mercato del lavoro, livello di sviluppo delle risorse umane e della ricerca scientifica) è stato costruito un indice di competitività che conferma in modo evidente la debolezza del Mezzogiorno.
Sicilia, Puglia, Campania e Calabria registrano i più bassi tassi di occupazione femminile in Europa (sotto il 30%), distanti di quasi lO punti dalle regioni più arretrate della Grecia e della Spagna e di quasi 20 dall' est Europa.
SPESA PUBBLICA IN calo
La quota di spesa pubblica in conto capitale del Mezzogiorno è passata dal 40,6% del 2001 al 35,3% nel 2007, arrivando cosÌ al livello più basso dal 1998. Tale quota non solo è ben lontana dall' obiettivo del 45% fissato in fase di programmazione, ma non raggiunge neppure il peso naturale del Mezzogiorno (la media tra la sua quota di popolazione e di territorio) che è del 38% circa. Negli ultimi anni nel Mezzogiorno la spesa "aggiuntiva" nazionale e comunitaria, data l'esiguità delle risorse, si è limitata a compensare le carenze della spesa ordinaria.
INFRASTRUTTURE carenti
Fatto pari a 100 il valore Italia, riguardo alla dotazione di autostrade il Sud è fermo al 78,6%. Non va meglio sul fronte delle ferrovie: il 42 % delle linee presenti nell'area non sono elettrificate. Sottodotate anche le linee di trasmissione elettrica e del gas (67,3% dell'Italia), che raggiungono percentuali ancora più basse in Basilicata (49,2%), Molise (37,4) e Sardegna (32,2). Fa eccezione la Campania, che registra il 123,1 %. L'indice sintetico di dotazione di reti idriche ferma il Sud al 65,6%, la metà circa del Centro-Nord (135,2). Nel Mezzogiorno inoltre il 37% dell'acqua immessa in rete viene perso, con percentuali particolarmente elevate in Sardegna (43,2 % ) e Puglia (46,3 % ).


mercoledì 16 luglio 2008

Mutui da il Foglio.it

ArchivioCronachette

Perché l'italiano è molto homo e poco oeconomicus

Il risparmiatore, si sa, non è molto razionale. Quello italiano, in particolare, si entusiasma e si deprime molto in fretta. Mai una volta che si sieda al tavolo a fare due conti, calcolatrice alla mano, a valutare i propri investimenti con l’approccio dell’homo oeconomicus.

L’assemblea dell’Abi, l’associazione delle banche italiane, ha diffuso oggi i dati sul mercato dei mutui. Gli italiani riscoprono il tasso fisso: i finanziamenti con la rata bloccata sono arrivati a quota 53 miliardi, solo quattro anni fa erano a 31. Una tendenza che ci avvicina agli altri paesi europei, dove il tasso fisso è la norma. In Francia il tasso fisso riguarda tre mutui su quattro, da noi le proporzioni sono invertite.

Un segnale positivo? Gli italiani stanno diventando più prudenti?

Purtroppo no. E’ solo l’effetto del panico scatenato dalla crisi dei subprime. Nell’ultimo anno le rate variabili sono schizzate in alto, non per colpa dela Bce (che fino a luglio non ha alzato il costo del denaro), ma a causa dell’incertezza sui mercati finanziari che ha fatto lievitare l’Euribor, il tasso a cui si prestano denaro tra loro le banche, che è il parametro su cui sono calcolate le rate del tasso variabile (costo del denaro più uno spread). Chi ha sottoscritto contratti a tasso variabile nel 2003-2004, ad esempio, ci ha guadagnato rispetto a prestiti di uguale valore ma a tasso fisso, eppure oggi ha la percezione di essere schiacciato da rate insostenibili. Le banche, negli anni scorsi, spingevano i contratti a tasso variabile, ma anche gli stessi clienti snobbavano i fissi, perché molto più costosi dei variabili (più convenienti ma anche più rischiosi). Oggi che il mutuo a tasso variabile costa circa come il fisso, ecco l’inversione di tendenza.

Peccato che, per evitare l’incertezza, tanti italiani si condannino a pagare per anni rate decise sulla base delle condizioni di rischiosità eccezionale di oggi.

Prevedibile polemica in coda allo sportello tra qualche anno, quando le acque si saranno calmate: “Tutta colpa delle banche, ci hanno costretto a prendere il tasso fisso, ora il variabile è così conveniente…” Eccetera eccetera. A prendersela con le banche di solito ci si prende. In questo caso, però, la responsabilità è almeno per metà dei cliente italiano che magari saprà essere assai homo, ma è molto poco oeconomicus.

Avellino tra calcio e..... politica

Dopo lunghe attese , si è definito che con il fallimento del Messina Calcio , la società Us. Avellino per caratteristiche previste sia stata ripescata in serie B...
Dopo tante speranze il Sindaco della città il Sig. Galasso cosa fa',
reclama alla proprietà Canoni di affitto dell'impianto sportivo,
sostenendo che la stessa non ha mai provveduto ad onorare l'impegno.
La notizia è stata prontamente smentita dal Sig. pugliese il quale precisa che l'unico canone non onorato è relativo al 30.06.2008 .....
a questo punto mi viene da pensare .....siamo di fronte a un Mentitore!!!!!
Chi è che mente?
Spero che il Sindaco non sia condizionato dallo schieramento politico al quale appartiene ,
visto che io personalmente lo ritengo l'artefice e causa del degrado ,dell'impoverimento della nostra Provincia...
la quale vede costretti migliaia di giovani ad emigrare eguagliando così situazioni già vissute negli '70 ...

E' possibile che la vostra politica sia una malattia?
Ma sosprattutto è possibile che una persona come Lei, fa in modo che persone come il Sig. Pugliese (non meritevoli e degni di nota nel campo imprenditoriale per diverse vicende già note) ma comunque impegnate e finora responsabili sportivamente parlando nell'avventura che da qualche anno hanno intrapreso sia più serie di Uno che ha rappresentato lo Stato fino a qualche anno fa'!!!
Perchè sig. Sindaco i suoi amici politicizzati imprenditori non vogliono pagare per comprare la società? Ed invece insieme a Lei sono lì a blaterare ...

Tutti li a parlare ed ad accusare Il sig. Pugliese...
finora è l'unico che il suo impegno lo sta mantenendo , non con risultati eccellenti ....ma la situazione potrebbe essere peggiore (vedi MESSINA) .

Allora le consiglio si vesta di Umiltà, lasci la Politica, vada a casa e si comporti da persona seria con parole e fatti!!!!
altrimenti tra lei e il sig. Pugliese il peggiore è Lei!!!!!!!

"Treni" e "Vagonate" di soldi rubati a noi italiani

E' notizia di questi giorni che una nuova compagnia ferroviaria composta dai Sig.ri Della Valle , Montezemolo e Banca Intesa sarà la concorrente di Ferrovie dello Stato nell'Alta Velocità.

Bell'affare per " lor signori" che beneficeranno di tariffe di affitto agevolate per non dire irrisorie... a danno di F.s. società, da noi sino ad oggi finanziata attraverso contributi e tasse.

Oggi arrivano i soliti "Potenti" che con l'appoggio di media e quotidiani di vario genere vengono dipinti come i "salvatori" dei consumatori, i "concorrenti" che offriranno tariffe agevolate.....
grazie al basso canone di affitto che pagheranno e ruberanno clientela alle ferrovie società (ancora nostra).

Roba da matti,
alle Ferrovie (quindi a noi popolo italiano) oltre al danno la Beffa ,
siamo presi in giro quotidianamente dai soliti che fanno la loro fortuna con i nostri soldi e si reputano "imprenditori", appoggiati da media che continuano a raccontare una "loro" verità .

Questa non è fare Impresa,
lo Stato (NOI) consente troppo ai Potenti e
di conseguenza l'Economia , il mercato
non sono Liberi e un Mercato non Libero porta a distruzione o a molti + Poveri che ricchi.

Una 1^ Idea potrebbe essere un azionariato popolare Italiano che consenta un'altra alternativa. Una società che anzichè spartirsi grossi utili offra tariffe low coast e quindi davvero concorrenziali a danno di questi "Lor Signori" che vogliono e continuano ad arricchirsi con i nostri soldi, chiedendoci addirittura di ringraziarli!!!!!

lunedì 14 luglio 2008

Speranza per un nuovo Testo Unico della Finanza

Opa, Consob lavora a misure tutela azionisti minoranza - Consob

MILANO, 14 luglio (Reuters) - La Consob ha in fase di
avanzata elaborazione, nell'ambito delle norme attuative della
direttiva sulle offerte pubbliche di acquisto, misure a tutela
degli azionisti di minoranza.
Lo ha detto il presidente della
Commissione Lamberto Cardia
nel discorso in occasione dell'incontro annuale con il mercato
finanziario.
Nell'attuale fase di mercato, sottolinea Cardia, gli
andamenti negativi possono indurre gli azionisti di controllo a
lanciare offerte volte a
cancellare i titoli dalla quotazione.
"Diventa urgente garantire agli azionisti di minoranza la
possibilità di effettuare scelte consapevoli in merito
all'adesione all'offerta", afferma il presidente Consob.
La previsione di una riapertura dei
termini dell'offerta, ad
esempio, potrebbe attenuare la pressione a vendere che gli
azionisti di minoranza subiscono quando si prefigura il venir
meno della quotazione del titolo o la riduzione della sua
liquidità.
Inoltre, prosegue Cardia, gli
amministratori indipendenti
potrebbero essere maggiormente responsabilizzati
nell'elaborazione delle valutazioni del consiglio di
amministrazione della società-bersaglio sul merito dell'offerta.

((Sabina Suzzi, redazione Milano, Reuters
Messaging:
sabina.suzzi.reuters.com@reuters.net, +39 02 66129549,
milan.newsroom@news.reuters.com))

domenica 13 luglio 2008

POTERE ECONOMICO

Nella storia del mondo quasi tutte le nazioni devono scegliere tra modi di vivere alternativi. Troppo spesso questa scelta non è libera. Un modo di vivere è basato sulla volontà della maggioranza, ed è contraddistinto da libere istituzioni, rappresentanti di governo, libere elezioni, garanzie per la libertà individuale, libertà di parola e di religione, e libertà dall’oppressione politica. Il secondo modo di vivere è basato sulla volontà della minoranza imposta con la forza alla maggioranza. Dipende dal terrore e dall’oppressione, dal controllo della stampa e della radio, da false elezioni, e dalla soppressione delle libertà individuali. Io credo che la politica degli Stati Uniti debba essere quella di aiutare i popoli liberi che stanno resistendo al tentativo di conquista di queste minoranze armate, o di pressioni esterne. Io credo che noi dovremmo assistere i popoli liberi che stanno lavorando per la ricerca del loro destino, e della loro strada. Io credo che il nostro aiuto dovrebbe permettere per prima cosa la stabilità economica e l’ordine politico”.

venerdì 25 aprile 2008

Venerdì 25 Aprile 2008, 8:11


Milano Finanza attacca i piccoli azionisti Immobiliare Lombarda?

Di Il punto-borsainvestimenti

Visita il sito di TrendOnline


Il 24 aprile è uscito un articolo su Milano Finanza nella sezione CONTRARIAN
Non credo di aver letto mai un articolo così spudaratamente DI PARTE. Un articolo che sembrava essere stato scritto NON DA UN GIORNALISTA ONESTO E IN GAMBA, ma dall'ufficio stampa di una società del gruppo Ligresti.

In quest'articolo si voleva mettere sotto pressione la Consob che deve decidere a che prezzo verrà fatta l'opa residuale su Immobiliare lombarda (Milano:IML.MI - notizie) .

Ricordo a voi lettori che Ligresti ha lanciato un'offerta pubblica di scambio sul titolo immobiliare Lombarda. L'opas è stato un vero fallimento. Grazie sopratutto alla bravura del CODAMIL (il comitato piccoli azionisti).
E' vero che all'opas hanno aderito il 90,02% degli azionisti, ma nessuno ha ricordato che circa l'80% era in mano a Ligresti e a due controparti istituzionali amiche del gruppo.
Quindi sul 20% di azionisti rimasti 1 ogni 2 ha deciso di tenersi le azioni, convinto che valgano di più (supportati anche dalla valutazione espressa da Banca Leonardo). Ora il nostro "giornalista" con la g minuscola, nel suo articolo si arrampica sui vetri a difesa del gruppo Ligresti e contro il mercato dei piccoli investitori.
Mi piacerebbe che il signor giornalista ci mostrasse i conti economici della sua azienda (in perfetto rosso) e si rendesse conto che a furia di sposare le parti dei poteri forti il suo giornale non lo leggerà più nessuno e che il rosso continuerà a colorare il conto economico. E' ora di dire basta ad articoli voluti ed imposti dai poteri forti su giornali che dovrebbero essere neutrali.
E' ora che i blog finanziari e indipendenti lavorino in network contro lo strapotere dei media in mano ai poteri forti e sovvenzionati dallo stato stesso (mi riferisco in particolare alla carta stampata).

Lancio un'idea, creiamo un network di blog e quando notiamo un'operazione contro il mercato libero facciamo una battaglia insieme. Il risultato sarà sorprendente.

Chi voglia approfondire l'iniziativa mi invii una mail : mercatiliberi@gmail.com


Ecco la reazione del Codamil...una lettera che non troverà mai spazio in un giornale italiano....chissà come mai....vero?


24 Aprile, 2008
Oggetto: esposto – richiesta rettifica.
In qualità di Comitato votato alla tutela degli azionisti di minoranza di Immobiliare Lombarda SPA, siamo rimasti costernati alla lettura dell'articolo pubblicato oggi sul quotidiano finanziario MF edito da Milano Finanza Editori SPA, a pag. 5, nella rubrica “Contrarian” (si tratta di articolo non firmato, la cui responsabilità ricade sul direttore): l'articolo contiene almeno una affermazione falsa, che ha tutta l'attitudine a turbare ed ingannare il Mercato, nonché a codizionare le scelte degli Azionisti.
In particolare, è falsa, nel caso di Immobiliare Lombarda, l'affermazione “il corrispettivo è determinato dalla Consob in modo che esso assuma < … la stessa forma di quello dell'offerta … “ Non è vero che tale norma si applichi in questo caso. Non è tollerabile che un giornalista finanziario scriva una tale falsità – falsità oggettiva - , a prescindere dalle ragioni per cui la scrive.E' falso che nella procedura di obbligo di acquisto di Immobiliare Lombarda il prezzo debba essere fissato con la stessa forma di quello dell'Opas precedente. Tale affermazione implica che gli ATTUALI azionisti di minoranza (i quali detengono ben il 9,98% del capitale sociale) possono essere indotti a vendere le proprie azioni nel timore di vedersi assegnate azioni Milano Assicurazioni (Milano: MI.MI - notizie) che hanno già rifiutato decidendo di non aderire all'Opas.
La verità deve ora essere affermata con la medesima visibilità e risonanza della notizia falsa e tendenziosa pubblicata stamani, al fine di riparare almeno in parte il danno.
Chiediamo pertanto alla Commissione di usare tutti i propri poteri, nonché di spendere la propria autorevolezza ai fini di ripristinare una corretta informazione; ciò può essere fatto emettendo un comunicato ufficiale in cui la Commissione indichi al Mercato modalità, criteri e tempi (l'articolo in questione indica per ben due volte che la determinazione verrà presa oggi stesso) della determinazione del prezzo relativo all'obbligo di acquisto che grava su Fondiaria-Sai onde evitare ulteriori e future fughe incontrollate e fuorvianti di notizie come quella in questione.
Chiediamo anche che Consob ingiunga (se ciò è nei suoi poteri) al quotidiano MF di pubblicare immediatamente un articolo di rettifica e smentita dell'informazione di cui sopra con la medesima visibilità e risonanza dell'articolo odierno.
Chiediamo infine che Consob eserciti l'obbligo di denuncia all'autorità giudiziaria in riferimento a qualsiasi fattispecie penalmente rilevante che apparisse ravvisabile nel contenuto e/o nel tenore dell'articolo in esame.
A nostro avviso anche la citazione, oltremodo insistita, delle norme del precedente regolamento, non più applicabile, tende a travisare il contenuto della normativa vigente, traendo in inganno gli azionisti, laddove tenta di accreditare la tesi dell'applicabilità del prezzo d'Opas (o di un prezzo inferiore) anche in caso di raggiungimento, da parte dell'offerente, di una partecipazione inferiore al 90% dei titoli oggetto d'offerta, cosa che la nuova normativa esclude categoricamente – rt. 108 commi 3 e 4 -.
Distinti saluti Il Codamil
Il blog Mercato Libero presenta altri articoli sui suoi tre siti .
Mercato Libero - Consulenza Finanziaria Fee Only- i primi tre mesi sono di prova - : MERCATO LIBERO
Il bravissimo ZIOBARBERO cura la sezione MercatoLiberonews
: MERCATO LIBERO NEWS
mentre ZIOALVARO è l'abile graficista che è responsabile del nuovo sito.
: MERCATO LIBERO GRAFICI

sabato 19 aprile 2008

Ai piccoli azionisti di Imm. Lombarda un’Opa col «premio»

questa e' una mia prima soddisfazione personale essendo tra i fautori/fondatore dell'associazione (Codamil) , il risultato dopo l'Assemblea tenutasi ieri a Milano

da il Giornale di oggi 19.04.2008
da Milano

Davide contro Golia finisce in pareggio. Ma i piccoli azionisti di Immobiliare Lombarda, la società presieduta da Paolo Ligresti, non speravano nemmeno in questo risultato e brindano comunque. L’Opas lanciata da Fondiaria Sai sulla controllata Immobiliare Lombarda ha raggiunto il primo traguardo per un soffio: le adesioni hanno superato la soglia critica del 90% precisamente 90,02%.
Questo significa che l’offerta per ritirare il titolo dal mercato andrà avanti, ma adesso sarà la Consob a decidere il prezzo che Fonsai dovrà offrire agli azionisti che non hanno aderito all’Opas, che era parte in cash, parte in azioni Milano Assicurazioni. Immediata la reazione della Borsa: Imm Lombarda ieri ha messo a segno un guadagno del 4,78% a 0,147 euro. Il mercato scommette che Consob obbligherà il gruppo Ligresti a offrire un prezzo più alto di quei 0,135 euro (calcolato sulle quotazioni dell’ultimo giorno valido per aderire all’offerta) messi sul piatto da Fonsai. E per di più tutto in contanti.
«Acquistare ieri il titolo era come tirare un rigore», commenta un gestore. «Storicamente Consob sceglie un prezzo maggiore di quello dell’Opas e quindi è molto probabile che le quotazioni continueranno a salire». Un caso per tutti è quello di Acqua Marcia quando Consob chiese un aumento del prezzo tra il 40 e il 50% rispetto all’Opa. Acqua Marcia vinse il ricorso al Tar ma poi finì per pagare la cifra richiesta da Consob. «La storia parla chiaro e anche se l’autorità di controllo non ha ancora deciso, basta solo guardare i criteri su cui si baserà la formulazione del nuovo prezzo per attendersi un risultato scontato», spiega un analista.
Per capire come si orienterà Consob prima di tutto bisogna fare un passo indietro e chiarire un dubbio circolato in questi giorni. Contrariamente a quanto scritto da alcuni commentatori, spiegano alla Consob, ci sono tutti i presupposti per applicare le regole vigenti sulla materia senza dover aspettare i regolamenti attuativi sull’Opa europea.
Questo significa che per stabilire il nuovo prezzo di offerta, Consob si rifarà a quattro criteri: il prezzo dell’Opas offerto da Fondiaria Sai, l’andamento del titolo negli ultimi sei mesi, il valore del patrimonio netto rettificato e attualizzato della società (net asset value ) e le prospettive del gruppo.
I pesi dei diversi criteri variano a seconda delle singole operazioni. I primi due parametri infatti assumono un valore significativo a seconda della percentuale di adesione (in questo caso 74,23% delle azioni oggetti d’Opas) e dei volumi degli scambi, non particolarmente elevati per Immobiliare Lombarda. In questo caso dunque i parametri che presumibilmente avranno più peso nella formulazione del prezzo della Consob saranno gli ultimi due: il net asset value e le prospettive di crescita del gruppo.
In proposito, per avere un’idea del risultato futuro, si può ricordare il giudizio espresso dall’advisor Banca Leonardo, interpellato proprio dal cda di Immobiliare Lombarda che aveva giudicato l’offerta «non congrua» sotto il profilo finanziario, valutando appunto il net asset value della Lombarda 0,201 euro per azione (più 36% rispetto al valore di chiusura di ieri).